Una meta tecnica fa sognare a lungo il Benetton, una meta tecnica a tre minuti dalla fine ribalta tutto in campo e nella classifica della pool 2. In un colpo solo, infatti, i Tigers vincono 14-13 una partita che sembrava persa e, grazie anche alla sconfitta di Tolosa, salgono in testa alla classifica del girone.

Ancora una volta Treviso ha dimostrato di poter giocare alla pari contro il meglio d’Europa. Anzi, forse questa volta lo ha fatto ancor più che in passato. Però nel fango di Monigo non è bastato perché allo scadere di un secondo tempo passato quasi completamente in difesa la mischia chiusa non ha resistito alla spinta del pack inglese ed è stata punita con una meta tecnica trasformata da Ford che ha ribaltato le carte in tavola e lasciato il Benetton ad un punto dalla prima vittoria stagionale in Heineken.

Un punto è anche quello che resta in classifica a Treviso, ottima nella mentalità per rimanere in partita dopo la meta in contropiede segnata da Thompstone su un pallone ma gestito in attacco da Gori e resistere nei 10 minuti di inferiorità numerica per il giallo a Rizzo comminato da Rolland per uno stamping nell’atto di liberare un pallone in ruck. Per rimontare nel punteggio, il Benetton si è affidato ai suoi primi otto uomini, che al 28’ hanno organizzato una maul schiacciasassi fermata solo dai continui falli di Leicester. Sull’ultima penalità (fallo di Salvi su Vosawai), Rolland ha decretato la meta tecnica del 7-7. Poi ci ha pensato il piede di Di Bernardo a portare Treviso avanti al riposo e poi ad allungare sul 13-7 ad inizio secondo tempo. Da quel momento, il Benetton non ha però più avuto un possesso pulito per attaccare nella metà campo avversaria, se non in occasione di un drop tentato sotto pressione da Di Bernardo e terminato di un niente a lato dell’acca.

Per il resto del tempo l’ovale è stato continuamente nelle mani dei Tigers, con Treviso costretta a difendere senza poter tirare il fiato. Gli uomini di Smith l’hanno fatto, con Zanni premiato man of the match per la sua continua presenza nelle ruck, con Van Zyl lesto a rubare una pericolosa touche ai 5 metri, con Vosawai a rubare un pallone a terra ancora nei pressi della linea di meta, con Burton pronto a coprire un pericoloso calcetto di Ford, con Loamanu sempre generoso a mettere il suo fisico a disposizione della squadra. A volte fin troppo generoso, perché a 13’ dalla fine per andare ad intercettare un calcio di alleggerimento di Murphy arriva in ritardo e colpisce l’esperto trequarti. Un colpo non violento e involontario che Rolland ha punito però con il secondo giallo ai danni del Benetton. Una nuova spinta per Leicester, che a una manciata di minuti dalla fine, con le forze fresche in prima linea (dentro Castrogiovanni e Mulipola negl ultimi 20’), ha costretto la mischia chiusa di Treviso ad una serie di falli ai 5 metri puniti con la meta tecnica che per Leicester vale vittoria e primato.  

Sconsolato il coach di Treviso Franco Smith: “E’ la terza volta quest’anno che perdiamo di un punto contro squadre di grande livello. Il rimpianto è per l’azione della prima meta loro, troppo facile. E’ un’altra giornata da cui dobbiamo imparare. Penso abbiamo fatto una buona difesa ma non abbiamo sfruttato bene i turnover per uscire dalla nostra parte di campo. Murphy e Tait hanno coperto bene la profondità e non era facile uscire. Dovevamo tenere la palla di più quando l’abbiamo avuta. La partita di oggi era come una finale per Leicester: perdere significava essere fuori dall’Heineken Cup, per questo nel secondo tempo hanno dato tutto. Noi abbiamo sbagliato nel non calciare fuori con precisione”