Treviso prepara la partita di campionato contro il Petrarca Padova e l’impegno di Heineken Cup contro il Castres sembra lontanissimo…

Treviso prepara la partita di campionato contro il Petrarca Padova e l’impegno di Heineken Cup contro il Castres sembra lontanissimo, tanto che Vittorio Munari si lascia andare a un laconico, quanto spietato, commento alla partita contro i francesi.

“Cercheremo di onorare al meglio l’impegno europeo secondo le nostre possibilità e secondo le regole che c’impongono. E se le nostre possibilità non saranno sufficienti la cosa ci dispiacerà moltissimo”.

Chiaro il riferimento all’obbligo di schierare dodici italiani a referto imposto dalla federazione, una costrizione che tarpa le ali a chi ha spesso pescato stranieri di qualità come l’ultimo arrivato.

“Will Johnson dimostra che la gente di qualità fa bene. A prescindere dall’apporto tecnico, la sua presenza migliora la nostra professionalità e siamo molto soddisfatti della persona, oltre che del giocatore”.

L’argomento del girono, però, riguarda l’applicazione delle nuove regole relative alla disciplina delle mischie chiuse. “Per me le nuove regole vanno bene. Qualsiasi innovazione che tuteli i giocatori deve essere vista in maniera positiva.

Il nuovo ingaggio evita un “cozzo tra due arieti”e diventerà fondamentale il fatto che l’introduzione della palla venga fatta dritta. In un certo senso ci sarà un positivo ritorno al passato quando le mischie chiuse potevano essere contestate, in questo senso la mischia sarà più viva”.

Facile capire quale tipo di giocatore avrà maggiore beneficio da queste regole.”I piloni tecnici verranno avvantaggiati. Se, poi, alla tecnica, si aggiunge la prestanza fisica, tanto meglio.

Ma questo è un elemento che, da sempre, viene cercato in prima linea”. Se gli italiani non si sono ancora confrontati con i nuovi ingaggi, gli inglesi hanno fatto già conoscenza con la nuova regolamentazione nelle partite di inizio anno.”Non si può ancora  fare un confronto attendibile perché le squadre inglesi non hanno avuto sufficiente tempo per provare queste novità.

Anche gli arbitri, poi, non hanno ancora metabolizzato i nuovi ritmi di chiamata e anche loro avranno bisogno di un periodo di rodaggio”.